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:TESTO:Rivederti cambiato. Sempre uguale. Ancora più bello. Gli stessi occhi. Quel blu da cartolina. Da mare caraibico. Blu come il mio cuore. Affogando ricordi che tornano.
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deliri,
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:TESTO:Sono malata. Ho vomitato lasagne buitoni nuovaricetta senza sapore. Forse ho la malaria. Vale dice che è per via del cambio di stagione. Non ho attutito il colpo. Non ero pronta. Non lo sono mai. Pronta. Che cosa vuol dire poi. In farmacia ho comprato tre vasetti di vix vaporub e un tot di stronzate annienta raffreddore. Ho deciso che la colonna sonora della mia influenza primaverile saranno i Subsonica. Perfino cambiare canzone è troppo faticoso. La febbre si fonde alle note e così via salendo di più sempre più note più febbre malaria. Aspetto questa telefonata sperando che arrivi presto finendo altrettanto rapidamente e non vedo l'ora di sbattere il mio culo pesante a letto chiudere gli occhi e sognare di quelle storie da film melodrammatico. Storie di gente malata. Come me. La gente nei miei sogni ha la malaria. Le allucinazioni. Casini assurdi. Viaggi paura in non sò quale dimensione. Roba da videogames. Devo vomitare.
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:TESTO:Sono felice. Incasinata come non mai. Non penso ad altro che al mio amore. A biodegradarmi. Sparire. Sotterrarmi e basta. Un benessere non mio. Solo non focalizzare. Lasciare andare alla deriva un tot di brutte storie. Niente mi sfiora. Tutto sparisce. Non lascia traccia.
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:TESTO:Quando mi chiedono di te. Immobilizzo il suono della domanda sottile. Mi sciolgo i capelli e assumo l'aria innocente di chi ha paura delle parole. Fà male al cuore guardare quel viso scolpito dalla non risposta. Non c'è. Rispondo così. Che non ci sei. Che non lo sò. Forse mi pensi. Dico dell'infanzia. Della principessa. Le fotografie. Sbiadite ormai come i miei ricordi. Nitidi certi giorni, altri del tutto inesistenti. Dico che ogni tanto chiami. Una cartolina. Un biglietto d'auguri. L'ultimo a Natale. Vengo a trovarti presto diceva. Che sei malato. Dico così. Ti giustifico per difendermi. Ti giustifico sempre. La malattia non gli consente il viaggio in macchina. Perfino alzare il telefono e fare il numero, è troppo faticoso. Lo capisco. Lo capisco. Non è mica sua la colpa. E' malato. Mi prendo colpe invisibili. Dico che nemmeno io ti chiamo. Disturberei. Ti infastidiresti forse e non mi và. Dico che di te ricordo solo cose belle. Le non presenza non può essere una cosa brutta. Non è presenza. Non è niente. Niente.
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:TESTO:Primavera ultra-noia. Ultranoiosissima. Ho paura che uno di questi giorni la routine mi uccida. Così. Di scatto. Mi giro. Bang. In testa. Fottuta.
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mercoledì, aprile 27, 2005
Rivederti cambiato. Sempre uguale. Ancora più bello. Gli stessi occhi. Quel blu da cartolina. Da mare caraibico. Blu come il mio cuore. Affogando ricordi che tornano.
Vomitato da Misty alle 27/04/2005 14:06
commenti (8)

lunedì, aprile 18, 2005
Sono malata. Ho vomitato lasagne buitoni nuovaricetta senza sapore. Forse ho la malaria. Vale dice che è per via del cambio di stagione. Non ho attutito il colpo. Non ero pronta. Non lo sono mai. Pronta. Che cosa vuol dire poi. In farmacia ho comprato tre vasetti di vix vaporub e un tot di stronzate annienta raffreddore. Ho deciso che la colonna sonora della mia influenza primaverile saranno i Subsonica. Perfino cambiare canzone è troppo faticoso. La febbre si fonde alle note e così via salendo di più sempre più note più febbre malaria. Aspetto questa telefonata sperando che arrivi presto finendo altrettanto rapidamente e non vedo l'ora di sbattere il mio culo pesante a letto chiudere gli occhi e sognare di quelle storie da film melodrammatico. Storie di gente malata. Come me. La gente nei miei sogni ha la malaria. Le allucinazioni. Casini assurdi. Viaggi paura in non sò quale dimensione. Roba da videogames. Devo vomitare.
Vomitato da Misty alle 18/04/2005 23:02
commenti (11)

martedì, aprile 12, 2005
Sono felice. Incasinata come non mai. Non penso ad altro che al mio amore. A biodegradarmi. Sparire. Sotterrarmi e basta. Un benessere non mio. Solo non focalizzare. Lasciare andare alla deriva un tot di brutte storie. Niente mi sfiora. Tutto sparisce. Non lascia traccia.
Vomitato da Misty alle 12/04/2005 13:48
commenti (3)

lunedì, aprile 04, 2005
Quando mi chiedono di te. Immobilizzo il suono della domanda sottile. Mi sciolgo i capelli e assumo l'aria innocente di chi ha paura delle parole. Fà male al cuore guardare quel viso scolpito dalla non risposta. Non c'è. Rispondo così. Che non ci sei. Che non lo sò. Forse mi pensi. Dico dell'infanzia. Della principessa. Le fotografie. Sbiadite ormai come i miei ricordi. Nitidi certi giorni, altri del tutto inesistenti. Dico che ogni tanto chiami. Una cartolina. Un biglietto d'auguri. L'ultimo a Natale. Vengo a trovarti presto diceva. Che sei malato. Dico così. Ti giustifico per difendermi. Ti giustifico sempre. La malattia non gli consente il viaggio in macchina. Perfino alzare il telefono e fare il numero, è troppo faticoso. Lo capisco. Lo capisco. Non è mica sua la colpa. E' malato. Mi prendo colpe invisibili. Dico che nemmeno io ti chiamo. Disturberei. Ti infastidiresti forse e non mi và. Dico che di te ricordo solo cose belle. Le non presenza non può essere una cosa brutta. Non è presenza. Non è niente. Niente.
Vomitato da Misty alle 04/04/2005 20:57
commenti (8)

venerdì, aprile 01, 2005
Primavera ultra-noia. Ultranoiosissima. Ho paura che uno di questi giorni la routine mi uccida. Così. Di scatto. Mi giro. Bang. In testa. Fottuta.
Vomitato da Misty alle 01/04/2005 13:46
commenti (5)
